I
vari documenti storici che ci forniscono brevi
descrizioni del borgo di San Donato ci riportano
come antica denominazione del primitivo agglomerato
quella di San Donato extra muros o San Donato
de Castrovetere ( di Castelvecchio ).
La dicitura "extramuros" è
data per distinguere il San Donato del contado
dal S. Donato al Santuccio, anticamente posto
sulla via delle fonti in San Gimignano.
La prima notizia di San Donato è del
22 giugno 971 : in essa si fa riferimento unicamente
e genericamente ad un "borgo o villa e
chiesa" .
In una successiva sentenza, del 1183, redatta
in Gambassi, vengono citati anche gli uomini
del borgo di San Donato.
Nel 1220 nella bolla di papa Onorio III inviata
al proposto di San Gimignano, fra le chiese
di campagna soggette all'autorità della
Pieve di San Gimignano figura anche la chiesa
di San Donato .
Scorrendo ancora , cronologicamente, le notizie
riguardanti il borgo ed i suoi abitanti troviamo
che in due atti ( del 1280 e del 1282 ) viene
citato il Borgo di S. Donato come luogo di provenienza
di un certo Jacopo ( Jacopo da San Donato) .
Nel 1308, poi, San Donato subisce l'assalto
dei Volterrani , in Guerra con i Sangimignanesi.
Pochi anni dopo, nel 1312, risulta che ogni
abitante di San Donato è tenuto a contribuire
alla tutela del Bosco di Casperano , di proprietà
del comune.
Ma è solo del 1576 la prima vera notizia
riguardante il borgo sotto il profilo urbanistico:
nella relazione della visita pastorale di mon.
Castelli Vescovo , avvenuta proprio in tale
anno, si riporta infatti che il borgo di San
Donato ha nove case e quaranta abitanti adulti
cresimati.
I documenti di tale periodo ci descrivono la
struttura di San Donato parlandoci di un nucleo
di antiche case disposte intorno alla base di
una torre addossata ai fabbricati.
La famiglia Vecchi, nel 18° secolo, vi costituì
una villa, già presente nel catasto Leopoldino
del 1836.
La chiesa, la cui costruzione si fa risalire
all'XI o XII secolo, nel 1782 venne elevata
a pievania da Alessandro Palletti vescovo di
Volterra, poiché le era stata unita la
pieve di Castelvecchio da maggior parte del
suo popolo. Verso la fine del secolo XIX venne
costruito a spese del nobile Sig. Nicola Vecchi
l'attuale campanile e restaurata la chiesa.